LA RICERCA SULLA SLA

Da anni ormai abbiamo attivo un progetto (www.assistenzaacasatua.it/progetti/fisioterapia-con-aisla/)  con AISLA Firenze, l’associazione per la tutela, l’assistenza, la cura e lo sviluppo della ricerca scientifica nel campo di una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni e gradualmente limita l’attività muscolare: LA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA).

I nuovi casi diagnosticati in un anno è di 1-3 su 100.000 abitanti, con 3 nuove diagnosi ogni giorno; il numero dei pazienti che convive con la SLA è in media 5-7 casi

ogni 100.000 abitanti/anno, ma sempre in aumento.
In Italia circa 5000 pazienti sono affetti da SLA

Ad oggi ci sono importanti risultati nell’ambito degli studi genetici , con la scoperta di nuove mutazioni causative della patologia, e nell’ambito delle cellulare staminali, s

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fruttabili sia nella terapia sia come modello di malattia.

 

(Sito AISLA Firenze )

 

Ma la ricerca continua e siamo orgogliosi di riportare l’articolo della Repubblica, 24/01/2018 per la vincita dell’università fiorentina della “Call for projects 2017” , ovvero lo stanziamento di oltre 200mila euro per la ricerca sulla sla.

 

Ottimizzare il processo di purificazione della proteina all’origine della Sclerosi Laterale Amiotrofica,  per arrivare così alle sue caratteristiche strutturali. A coordinare il prog

 

etto con tale obiettivo é Fabrizio Chiti del Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” che, in collaborazione con le Università di Milano e Udine, è rientrato tra i sei vincitori del “Call for projects 2017” bando promosso da AriSLA (Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica).

223mile euro di finanziamento per portare avanti lo studio, che, spiega il Docente, “è stato limitato dalla difficoltà di poter purificare la proteina TDP -43 in maniera e quantità appropriate frenando il progresso nella comprensione della patogenesi della malattia.”

Il gruppo di ricerca di cui è a capo il professor Chiti è riuscito ad ottenere un protocollo preliminare per purificare la proteina alla base della malattia, così da ottenere una proteina pura, correttamente conformata, stabile e solubile, quindi adatta per studi dettagliati in vitro.”

 

 

 

 

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